mercoledì 30 gennaio 2013

Sunny Dublin - Parte uno


Dublino, ovvero “l’erba del vicino è sempre più verde”.
Di quel verde brillante, quasi accecante, che fino alla scorsa estate avevo visto solo in photoshop.
L’alternarsi del sole e delle frequenti piogge che bagnano la capitale irlandese, rendono Dublino in agosto, un tripudio di natura, con i suoi parchi in pieno centro (Saint Stephen Green su tutti), fatti di grandi aiuole fiorite, laghetti, alberi sotto i quali farsi un pisolino e ampi spazi dove scorrazzare in bici.



Partiamo sempre dal presupposto che io sono estremamente esterofila, quindi appena esco da Milano e visito un po’ l’Europa, tutto mi sembra più bello e attraente (ammettiamo anche che ci vuole poco, perché appena vedi l’efficienza dei mezzi pubblici di Londra o i prezzi dei ristoranti in Spagna, resti incredulo ogni volta).

Cercando di essere più obiettiva, vi dico che Dublino merita davvero una visita: ci ha conquistati per la sua vivacità, perché nonostante sia una capitale tutto sommato piccola, racchiude tanti elementi “positivi” che la rendono una meta più che consigliata per un breve viaggio in Europa.
Ciò che ti colpisce della città è che è sempre in fermento, piena di giovani (turisti ma anche studenti del Trinity College) e piena di musica: quella che esce dai pub di Temple Bar, che ospitano quasi ogni sera dei live, o quella suonata fuori, dagli artisti di strada che affollano i vicoli del quartiere più movimentato di Dublino.

Dublino è attraversata dal Liffey che divide la città tra nord e sud: numerosi sono i ponti che attraversano il fiume, alcuni pedonali come il famoso HaPenny che porta nel cuore di Temple Bar, altri invece trafficati come OConnell Bridge, che collega la sponda sud alla famosa omonima via, meta dello shopping cittadino.



La città è divisa in due non solo dal fiume: c’è la Dublino moderna della Liberty Hall, della O2 Arena e del ponte di Calatrava, e quella storica del Dublin Castle, del Trinity College e delle cattedrali medievali di St.Patrick's e di Christ Church.

Vi consiglio di visitare queste ultime perché meritano entrambe, le cripte sono aperte al pubblico con tanto di esposizione di “tesori” d’epoca.




Altrettanto interessante è attraversare il verde campus del Trinity College: apprezzare l’accostamento tra l’architettura degli edifici storici e l’arte moderna, come la scultura di Arnaldo Pomodoro che campeggia di fronte alla libreria Berkley, e visitare poi la Long Room, che ospita l’antica e imponente libreria con più di un milione di volumi, tra cui alcuni manoscritti preziosi.




Ma c’è anche la Dublino alcolica, capitale mondiale del whisky (Jameson, Paddy, Powers, e Tullamore Dew tra le marche più famose), ma soprattutto della Guinnes.
Fortuna vuole che ci piaccia la birra (!!) e questa è una delle tappe fondamentali per noi appassionati di luppolo.
La Guinness Brewery è a metà tra un museo e un parco divertimenti: la trasformazione delle materie prime nella pinta “nera” più famosa del mondo, ma anche la storia dei proprietari del marchio, di com’è cambiata la comunicazione dei media nel corso degli anni e il mondo della pubblicità.
L’ultimo piano dell’edificio è dedicato al Gravity Bar, dove verrete omaggiati con una pinta da gustare osservando Dublino dall’alto, grazie alla mega vetrata con un panorama a 360 gradi sulla città.





Certo forse non mi trasferirei qui a vivere, Dublino ha circa 160 giorni di pioggia all’anno e la nebbia dev’essere peggio di quella della val padana.

Ma l’atmosfera che c’è ogni sera d’estate nel quartiere di Temple Bar, i navigli di Milano se la sognano.

"Coming soon" la seconda parte del nostro resoconto con la Dublino "mangereccia" e i pubs che non potete perdere!

Have a good stay!

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